Il viottolo della poesia – Una forma poetica antica e vitale
Il viottolo della poesia – Una forma poetica antica e vitale
L'articolo illustra la tradizione della poesia estemporanea in ottava rima toscana, una forma di improvvisazione poetica orale in cui i poeti si sfidano in "contrasti" su temi assegnati dal pubblico, componendo all'istante strofe di otto endecasillabi secondo uno schema rimico preciso. Dopo aver spiegato le regole metriche e il meccanismo del concatenamento, descrive le principali gare e manifestazioni (Ribolla, Borbona, il Campionato Nazionale a Terranuova Bracciolini) e traccia il percorso storico della tradizione, dalla civiltà contadina alla rinascita contemporanea. Si sofferma poi su due protagonisti della scena attuale nel Valdarno: Marco Betti (Figline Valdarno), poeta, musicista, fotografo e divulgatore della tradizione, e Lorenzo Michelini (San Giovanni Valdarno), rappresentante della nuova generazione di improvvisatori.

11 luglio ore 21.00 presso il Museo Italiano dell’Immaginario Folklorico

Tra le tradizioni della cultura popolare italiana, poche custodiscono la stessa forza arcaica e la stessa vitalità orale della poesia estemporanea in ottava rima toscana. Si tratta di una pratica in cui il poeta improvvisa versi all'istante, su un tema assegnato al momento, seguendo le rigide regole metriche di una strofa di otto versi endecasillabi — undici sillabe ciascuno — secondo lo schema rimico ABABABABCC: i primi sei versi si alternano a due a due sulla stessa rima, mentre gli ultimi due chiudono con una rima baciata diversa dalle precedenti. Una struttura esigente, che lascia pochissimo margine all'errore e nessuno alla preparazione.

L'origine dell'ottava rima risale almeno al XIV secolo: fu il metro dei cantari medievali, usato poi da Boccaccio nel Filostrato e nel Teseide, e in seguito elevato alle vette della letteratura italiana da Pulci, Boiardo, Ariosto e Tasso. Ma accanto alla tradizione colta e letteraria è sopravvissuta, per secoli, una tradizione orale e popolare, tramandata di voce in voce tra i contadini e i pastori dell'Italia centrale — Toscana, Lazio, Abruzzo — che hanno fatto dell'improvvisazione poetica una forma di socialità, di sfida intellettuale e di celebrazione comunitaria.


La struttura della gara: il contrasto

Il cuore della tradizione estemporanea è il contrasto: una gara di improvvisazione in cui due o più poeti si affrontano cantando ottave su un tema comune, assegnato dal pubblico o estratto a sorte. Il meccanismo è tanto semplice quanto spietato.

I poeti si alternano, ognuno sviluppando per otto versi la propria posizione — difendendo una tesi o attaccando quella dell'avversario. L'unica regola tecnica fondamentale è il concatenamento: ogni nuova ottava deve cominciare con la rima che ha chiuso la precedente (lo schema diventa ABABABCC poi CDCDCDEE e così via), in modo che il filo della rima non cada mai. "Non lasciare cadere la rima" è il principio cardine che il poeta non può violare senza perdere credibilità davanti al pubblico.

Il tema può riguardare qualsiasi argomento: questioni filosofiche, fatti di cronaca, temi amorosi, attualità politica, vicende storiche. Non è infrequente che il pubblico proponga soggetti ardui o bizzarri proprio per mettere alla prova i poeti. Durante le gare più formali, i temi vengono invece predisposti dagli organizzatori e assegnati a sorte ai poeti, a garanzia dell'estemporaneità e dell'imparzialità. In alcune gare i poeti vengono persino isolati dalla sala fino al momento dell'esibizione, per evitare che possano prepararsi ascoltando gli avversari.

La melodia che accompagna i versi è anch'essa parte integrante della performance: i poeti cantano su una melodia antica e riconoscibile, che "dà la misura del verso" e scandisce il ritmo dell'endecasillabo. Lo stile vocale, il fraseggio, la capacità di modulare il suono in funzione del contenuto — quello che gli studiosi chiamano il "gesto vocale" — distinguono i poeti di maggiore esperienza e talento.


Dove si gareggia: i principali eventi

La pratica del contrasto poetico si è conservata in modo più robusto nella Toscana meridionale e nel Lazio, dove resistono ancora importanti manifestazioni annuali. Tra queste spicca la Rassegna Nazionale di Poesia Estemporanea di Ribolla, in provincia di Grosseto, che dal 1992 riunisce ogni anno i principali improvvisatori di Toscana e Lazio in un piccolo centro maremmano dove il legame con la tradizione orale è rimasto profondo. Il pubblico affolla la sala in religioso silenzio e accompagna i migliori versi con scroscianti applausi. Un'altra gara di grande rilievo è il Festival Regionale di Canto a Braccio di Borbona (Rieti), che porta la tradizione anche nel Lazio abruzzese.

A queste manifestazioni si aggiunge il Campionato Nazionale di Ottava Rima, organizzato dal Comune di Terranuova Bracciolini in collaborazione con l'Associazione dei Comuni per l'Ottava Rima, che nel 2016 ha portato la sua finale alla Sala della Protomoteca del Palazzo del Campidoglio a Roma. Al campionato possono partecipare tutti i poeti estemporanei maggiorenni, senza altri requisiti che la capacità di improvvisare in italiano secondo le regole dell'ottava.

Nella memoria della tradizione rimane leggendaria la gara del 27 gennaio 1967 al Palazzo dei Congressi di Roma, all'EUR, organizzata dall'APEA (Associazione Poeti Estemporanei Amatriciani, fondata nel 1965), che riunì poeti toscani, laziali e abruzzesi in un confronto interregionale rimasto negli archivi come documento sonoro straordinario.


Una tradizione che si rinnova

Con il declino della civiltà contadina, l'ottava rima aveva rischiato di scomparire. La rottura della trasmissione orale diretta — che avveniva naturalmente nelle osterie, nelle aie, nelle veglie invernali — ha reso necessario reinventare modalità di apprendimento e di incontro. Oggi in Toscana sono attivi una ventina di poeti tradizionali, affiancati da una generazione più giovane che si è avvicinata alla pratica attraverso scuole, laboratori e associazioni.

Terranuova Bracciolini (Arezzo) è divenuta uno dei principali centri di questa rinascita, con una scuola invernale di improvvisazione poetica in cui poeti anziani e giovani si incontrano regolarmente. Gli incontri — gestiti con grande libertà — permettono a chi muove i primi passi di provare, sbagliare e riprendere, con la guida dei poeti più esperti. La serata si chiude spesso con una cena comune, che perpetua lo spirito di comunità e convivialità tipico della tradizione.

Dal 2010 al 2013 fu attiva anche a Firenze, presso il Palazzo Giovane, una scuola di improvvisazione poetica istituita dalla Fondazione dell'Ottava. In anni recenti i poeti si sono confrontati anche con la modernità, dando vita a spettacoli ibridi che vedono l'ottava rima confrontarsi con il rap e con altre forme contemporanee di poesia orale improvvisata.


Marco Betti: poeta, musicista e custode della memoria

Tra le figure più rappresentative dell'ottava rima contemporanea in Toscana, Marco Betti, originario di Figline Valdarno (Arezzo), occupa un posto di rilievo che va ben oltre quello del semplice improvvisatore. Musicista e fotografo oltre che poeta estemporaneo, Betti è anche fondatore del sito lentopede.eu, una piattaforma divenuta un punto di riferimento online per la documentazione e la riflessione sulla poesia di tradizione orale toscana.

È stato tra i moderatori della scuola di improvvisazione poetica fiorentina istituita dalla Fondazione dell'Ottava, e ha partecipato a eventi che spaziano dai festival tradizionali di Ribolla e Borbona agli spettacoli teatrali — come quello in cui, insieme a David Riondino, Simone Cristicchi, Mauro Chechi e Franco Ceccarelli, ha portato in scena la storia in ottava rima di Giovanni Fantoni sul bandito Gnicche. Ha collaborato anche con attori della scena toscana come Carlo Monni e David Riondino in serate dedicate alle "Ottave Versatili".

In quanto studioso e praticante insieme, Betti ha contribuito alla discussione teorica sulla tradizione: il suo lavoro di documentazione e le sue riflessioni pubbliche — come quelle sul compianto Ivo Mafucci, ultimo poeta estemporaneo di Arezzo, scomparso nel novembre 2018 — testimoniano una consapevolezza rara, che unisce la pratica dell'improvvisazione alla cura della memoria collettiva. Ha partecipato al Festival di Canto a Braccio di Borbona del settembre 2019, dove è stato protagonista di un contrasto con il poeta laziale Donato De Acutis, poi oggetto di uno studio etnomusicologico dedicato ai profili melodici e agli stili individuali dei due poeti. Nella comunità del Valdarno è riconosciuto come uno dei protagonisti del rinnovamento generazionale che ha ridato slancio alla tradizione a partire dagli anni Novanta.


Lorenzo Michelini: la voce giovane del Valdarno

Compagno di strada di Betti nei percorsi della scuola di improvvisazione di Terranuova Bracciolini, Lorenzo Michelini, di San Giovanni Valdarno, è un altro dei nomi legati alla rinascita della poesia estemporanea nel Valdarno Superiore. Viene spesso associato alla cerchia dei "nuovi poeti" che si sono affiancati ai maestri della generazione precedente — come Franco Ceccarelli, Bruno Grassi e Ivo Mafucci — con l'obiettivo di non interrompere la catena della trasmissione orale.

Michelini ha condiviso il palco con Betti in numerose occasioni: dalle serate dedicate all'ottava rima nel circolo di Terranuova alle performance teatrali come quelle delle "Ottave Versatili" al Teatro di Rifredi di Firenze, dove entrambi hanno affiancato attori di grande nome come David Riondino e Carlo Monni. Ha partecipato alla Giornata Mondiale della Poesia organizzata dal Comune di Terranuova, uno spettacolo inedito che metteva a confronto i poeti in ottava rima con i rapper, a testimonianza della volontà di aprire la tradizione a un dialogo con le forme contemporanee di improvvisazione verbale.

Emblematica è una serata documentata da lentopede.eu in cui, durante una cena in memoria di Ivo Mafucci, Michelini e Betti si sono esibiti in un contrasto spontaneo sul tema delle Sardine e di Salvini — con Michelini chiamato a difendere la posizione politica di Salvini e Betti quella del movimento delle Sardine — a riprova di come il contrasto in ottava rima sappia ancora misurarsi con l'attualità più viva, trasformando la politica del momento in materia poetica.

Nel 2025, insieme al poeta Franco Ceccarelli, Michelini è stato protagonista di canti di stornelli nel comune di Monteriggioni, in quello spirito di comunità e di canto condiviso che è l'anima più autentica della tradizione.


Un patrimonio fragile e ancora vivo

La poesia estemporanea in ottava rima è, come ha scritto Domenico Gamberi, "nata povera" e nella povertà trova la sua forza più autentica. La sua sopravvivenza dipende dalla catena umana dei poeti che si passano l'uno all'altro la tecnica, la melodia e il gusto dell'improvvisazione. Grazie a figure come Marco Betti e Lorenzo Michelini — che uniscono la pratica dell'ottava alla capacità di insegnarla e di documentarla — questa catena non si è ancora spezzata. Le loro voci portano avanti una tradizione che ha accompagnato secoli di vita popolare toscana: una forma di libertà linguistica, di sfida intellettuale e di bellezza collettiva che nessun mezzo di comunicazione di massa ha saputo sostituire.

Il viottolo della poesia – Una forma poetica antica e vitale

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Il viottolo della poesia – Una forma poetica antica e vitale