Collodi oltre Pinocchio. Il giornalista ribelle che il burattino ha messo in ombra
Collodi oltre Pinocchio. Il giornalista ribelle che il burattino ha messo in ombra
Dietro Pinocchio c'è un uomo che per gran parte della vita non scrisse affatto per bambini. Carlo Lorenzini, in arte Collodi, fu giornalista, satirico e volontario del Risorgimento, e proprio nel lavoro di redazione affinò la lingua rapida e antiretorica che ritroviamo nel burattino. Nell'anno del bicentenario della nascita, questo ritratto restituisce spessore a una figura che il successo del suo capolavoro ha finito per appiattire. Un passo verso il convegno internazionale del 26 settembre a Piazza al Serchio.

Prima del burattino più famoso del mondo c'era un uomo di penna: cronista, satirico, volontario del Risorgimento. Un ritratto, in vista del convegno di settembre.

1. Un nome preso in prestito da un paese

Il nome con cui lo conosce tutto il mondo non è il suo. Carlo Collodi si chiamava in realtà Carlo Lorenzini, era nato a Firenze nel 1826 e prese lo pseudonimo da un piccolo paese della Toscana, Collodi, il borgo di sua madre. È un dettaglio che dice già qualcosa: dietro la firma più celebre della letteratura per l'infanzia c'è un uomo vero, con una biografia densa, che per buona parte della vita non pensò affatto ai bambini.

Ricordarlo, nell'anno in cui cadono i duecento anni dalla sua nascita, non è un esercizio di erudizione. Serve a restituire spessore a una figura che il successo di Pinocchio ha finito per appiattire. Perché prima del burattino, e accanto a lui, ci fu molto altro.

2. Una penna nel pieno del Risorgimento

Lorenzini fu prima di tutto un uomo di giornali. Fondò e animò fogli satirici, si misurò con la cronaca e con la polemica, coltivò uno stile umoristico e caricaturale che guardava ai modelli europei, a quello inglese soprattutto. Non stava alla finestra: partecipò da volontario alle guerre per l'indipendenza italiana e respirò il clima mazziniano di quegli anni, tra ideali di libertà e battaglie civili.

Quel lavoro quotidiano di scrittura fu la sua vera scuola. Nella fretta della cronaca, nel gusto della parodia, nell'arte di tratteggiare un personaggio in poche righe, Collodi affinò una lingua nuova: agile, rapida, lontana dalla retorica ottocentesca. Era la lingua di chi scrive per farsi leggere da tutti, non da pochi. Molto di ciò che ammiriamo in Pinocchio nasce qui, in redazione, molto prima del burattino.

3. Prima dei bambini, e poi per loro

L'incontro con la scrittura per l'infanzia arrivò più tardi, e quasi per mestiere. Collodi tradusse fiabe francesi e scrisse libri pensati per la scuola, come Giannettino e Minuzzolo: testi utili, garbati, educativi. Pinocchio, però, è un'altra cosa. Non rientra nella categoria del libro scolastico, e chi lo ha scritto lo sapeva bene.

Nel burattino di legno Collodi riversò tutto ciò che aveva imparato altrove. La prosa è tesa e scattante, fatta di dialoghi veloci, di battute icastiche, di ritratti caricaturali e di trovate ironiche. È una scrittura antiretorica, vicina alla lingua parlata del popolo, che rifugge i modelli aulici del suo tempo. Pinocchio non è un libro per bambini scritto dall'alto: è un racconto che si mette alla loro altezza senza rinunciare all'intelligenza dell'adulto.

4. Perché ci riguarda ancora

C'è un ultimo aspetto che rende Collodi sorprendentemente attuale. Nelle sue mani la fiaba non è mai puro intrattenimento. Diventa strumento di critica sociale, specchio delle tensioni di un'Italia appena unita e divisa tra slancio ideale e conformismo. Ma è soprattutto uno spazio simbolico, capace di dare voce all'immaginario popolare e di trasformare le vicende di un'epoca in racconto di respiro universale.

Riscoprire il Collodi intero, il giornalista e il polemista oltre che il papà di Pinocchio, è il senso del convegno internazionale che si terrà a Piazza al Serchio sabato 26 settembre. Duecento anni dopo, la sua penna ha ancora qualcosa da insegnarci: che si può parlare a tutti senza rinunciare a pensare, e che una storia di legno può contenere un mondo. Scopri il convegno


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