A settembre un convegno internazionale a Piazza al Serchio riscopre l'intellettuale che si nasconde dietro il burattino più famoso del mondo
1. L'uomo dietro il burattino
Tutti ricordano l'inizio delle avventure di Pinocchio. «C'era una volta…» «Un re!» diranno subito i piccoli lettori. E invece no: c'era una volta un semplice pezzo di legno. In poche righe Carlo Lorenzini, che tutti conoscono con il nome di Collodi, ribalta le attese e ci avverte che quella non sarà una fiaba come le altre.
Nel 2026 ricorrono i duecento anni dalla sua nascita. È un buon momento per ricordare che l'uomo capace di scrivere quell'incipit non fu soltanto l'autore di un libro per bambini. Prima di Pinocchio, Collodi fu giornalista, commediografo, critico musicale, polemista, autore di testi per ragazzi come Giannettino e Minuzzolo. Fu un attivista risorgimentale di ispirazione mazziniana e un brillante inventore di uno stile umoristico e caricaturale che guardava ai modelli europei. Il successo travolgente del burattino ha finito per mettere in ombra tutto il resto: la ricchezza di interessi, lo spessore culturale, la lingua nuova e antiretorica che proprio in Pinocchio trova la sua forma più viva.
2. Un convegno internazionale a Piazza al Serchio
Per raccontare questo Collodi più ampio, l'Associazione La Giubba APS e il Museo Italiano dell'Immaginario Folklorico organizzano un convegno internazionale. L'appuntamento è per sabato 26 settembre 2026, mattina e pomeriggio, presso l'Istituto Comprensivo di Piazza al Serchio, in Garfagnana.
La giornata si terrà in forma blended: si potrà partecipare in presenza oppure seguirla in collegamento online. Accanto agli organizzatori locali e al Comune di Piazza al Serchio lavorano al convegno alcune realtà di studio importanti: il Laboratorio di Antropologia sociale «Ernesto De Martino» dell'Università di Cassino e del Lazio meridionale, l'Universidade Aberta di Lisbona, la Fondazione Nazionale Carlo Collodi, la Via Europea della Fiaba, di cui La Giubba fa parte, e l'Associazione «Leone Verde». Non è un episodio isolato: l'incontro raccoglie il testimone del convegno dello scorso anno, «La fiaba come lettura del mondo», i cui atti sono in corso di pubblicazione.
3. Molte discipline, molte voci
La forza di questo incontro è lo sguardo incrociato. Collodi viene letto da angolazioni diverse: storica, letteraria, antropologica, psicologica, semiotica, pedagogica. Sonia Giusti si occupa delle avventure di un bugiardo famoso, Franco Cambi riflette sul messaggio finale del romanzo, Daniela Marcheschi indaga le funzioni della favola e della fiaba nell'opera dello scrittore. Gian Franco Gianotti segue Pinocchio tra cadute, rinascite e metamorfosi, Carla Beatrice Lomi si concentra sulla figura della Fata, Floriana Ciccodicola sulle figure simboliche e sulle strutture narrative, Alberto Borghini apre un percorso che parte perfino dal greco antico.
C'è poi un secondo filo, altrettanto prezioso: il dialogo con studiose che lavorano in area portoghese e spagnola. Sueli de Sousa Cagneti mette a confronto il burattino italiano e la bambola brasiliana, Alcione Pauli intreccia le voci del bambino-burattino e della bambina indigena, Mirna Rosibel Meza Herrera porta Pinocchio in Mesoamerica. A coordinare gli interventi delle relatrici straniere è Daniela Marcheschi. Ne esce l'immagine di un classico che, cambiando lingua e paesaggio, continua a parlare a tutti.
4. Come partecipare, e perché
Ci si iscrive, per partecipare in presenza o in collegamento online, compilando il modulo su tinyurl.com/collodi26. Il programma dettagliato è in via di definizione e sarà pubblicato sui nostri canali nelle prossime settimane; per ogni informazione si può scrivere a info@lagiubba.org. Come nelle edizioni passate, i contributi presentati saranno raccolti in video sul canale YouTube del Museo e, dove possibile, pubblicati negli atti.
Duecento anni dopo, insomma, la domanda non è quanto Pinocchio abbia ancora da dirci, ma quanto ancora non abbiamo capito di chi lo ha immaginato. Il 26 settembre, a Piazza al Serchio, proveremo a cercare qualche risposta insieme.

2 commenti su “Collodi ha duecento anni. E non è (solo) il papà di Pinocchio”