Narrazioni popolari al Monte Argegna
Quando il sole cala dietro le vette della Garfagnana e il cielo si tinge d’oro, il Monte Argegna diventa teatro di voci e racconti. L’appuntamento “Fiabe sul tramonto” propone un incontro poetico e musicale che intreccia oralità, memoria e paesaggio, davanti al santuario della Madonna della Guardia, luogo simbolico di raccoglimento e tradizione.
L’evento nasce come extra corso della Scuola di canto del Maggio 2026, e si configura come un momento di condivisione collettiva: un prato, un gruppo di narratori e musicisti, e il pubblico immerso nella luce del tramonto. Le fiabe, i canti e le storie si alternano in un ritmo che richiama il Maggio drammatico, ma con la leggerezza del racconto popolare.
I protagonisti
- Michele Neri Narratore fiorentino, studioso di tradizioni orali e autore di spettacoli che fondono laude popolari, leggende e testi apocrifi. Da anni collabora con il Museo Italiano dell’Immaginario Folklorico, portando in scena la parola viva della tradizione toscana. La sua voce, modulata come un canto antico, guida il pubblico tra sacro e profano, tra fiaba e poesia.
- Michela Innocenti Attrice e narratrice, capace di dare corpo e respiro ai personaggi delle fiabe con una sensibilità teatrale raffinata. La sua interpretazione si muove tra gesto e parola, evocando atmosfere sospese e intime, dove il racconto diventa esperienza condivisa.
- Andrea Campoli Musicista e ricercatore di sonorità popolari, accompagna le narrazioni con strumenti acustici e melodie che richiamano la tradizione contadina. Le sue note scandiscono il ritmo del racconto, creando ponti tra la voce dei narratori e il paesaggio sonoro della Garfagnana.
- Manola Bartolomei Educatrice e interprete di canti rituali, porta nel gruppo la dimensione corale e comunitaria del canto. La sua presenza arricchisce la performance con tonalità femminili e richiami alla memoria domestica e rurale.
Un rito di comunità
“Fiabe sul tramonto” non è solo spettacolo, ma rito di ascolto: un invito a ritrovare la parola come gesto di appartenenza. Le voci dei protagonisti si fondono con il vento del monte e il suono delle campane del santuario, in un dialogo tra natura e cultura che rinnova la tradizione orale come forma di cura e di incontro.
