Ascoltare insieme per creare comunità
Ascoltare insieme per creare comunità
11–12 luglio, Museo di Piazza al Serchio. Marco Betti (poeta estemporaneo) e Paola Bertoncini (Ministero della Cultura) guidano due giornate di laboratori pratici su ascolto, narrazione e Canto del Maggio — pensate per insegnanti ed educatori, con tecniche direttamente trasferibili in classe. Massimo 20 posti, €30, attestato finale. Serata aperta l'11 luglio con "Il viottolo della poesia". Il 12 pomeriggio, partecipazione a un Canto del Maggio dal vivo a Fabbriche di Vallico.

11–12 luglio · Con Marco Betti e Paola Bertoncini

C'è un malinteso antico sul patrimonio culturale: che appartenga ai musei, agli archivi, agli specialisti. Che sia qualcosa da conservare lontano dalla vita quotidiana, protetto dal tempo in una teca di vetro. Le giornate dell'11 e 12 luglio della Scuola del Dire Cantare Danzare nascono esattamente per smontare questo malinteso — e per restituire agli insegnanti e agli educatori ciò che è sempre stato loro: la tradizione come strumento vivo, capace di rigenerare persone e ricucire legami.

Il tema del primo modulo è racchiuso nel titolo: Ascoltare insieme per creare comunità. Non è uno slogan. È un programma di lavoro.


Il Canto del Maggio non è un reperto

Il Canto del Maggio è una delle forme di teatro popolare più antiche e resistenti d'Italia. Nella Garfagnana sopravvive ininterrotto da secoli: gruppi di cantori che si riuniscono, scelgono un testo epico, lo mettono in scena all'aperto davanti alla comunità. Niente scenografie elaborate, nessun palcoscenico fisso — solo voci, memoria e un pubblico che partecipa.

Per chi lavora con i ragazzi, il Maggio non è un "argomento da programmare": è un modello. Dimostra che l'ascolto può aggregare, che il canto può essere atto politico, che la narrazione collettiva rafforza l'identità di un gruppo molto più di qualunque lezione frontale. Il pomeriggio del 12 luglio, i partecipanti al corso assisteranno a una rappresentazione dal vivo a Fabbriche di Vallico: un'esperienza rara, difficile da trovare altrove.


Chi guida le giornate

Marco Betti è poeta estemporaneo e profondo conoscitore della tradizione orale toscana. Nel suo lavoro l'improvvisazione poetica non è un gioco di abilità individuale, ma un gesto comunitario: la rima come strumento di coesione, la voce come mezzo di trasmissione di saperi che altrimenti andrebbero perduti. Con lui si lavora sull'ascolto profondo, sulla dimensione curativa del canto popolare, su come fare della tradizione locale una fonte concreta di benessere — per sé e per il gruppo.

Paola Bertoncini, funzionaria del Ministero della Cultura, porta invece una prospettiva istituzionale e metodologica sul patrimonio immateriale: cos'è, come si tutela, e soprattutto come lo si "porta fuori dai musei" per farlo vivere nei contesti educativi. Il suo contributo aiuta a capire che valorizzare una tradizione non significa imbalsamarla, ma creare le condizioni perché continui a trasformarsi.

La sera dell'11 luglio, a chiusura della prima giornata, è prevista una serata aperta al pubblico: "Il viottolo della poesia", con Marco Betti e Lorenzo Michelini. Un'occasione per respirare dal vivo l'atmosfera dell'improvvisazione poetica — proposta fuori dal corso, aperta a tutti.


Cosa si fa in aula: laboratori concreti

La giornata è strutturata per offrire agli insegnanti esperienze direttamente trasferibili. Non teoria astratta, ma pratiche che il lunedì mattina possono entrare in classe.

Si lavora sull'ascolto attivo come pedagogia: imparare a restituire ciò che si è sentito, a riconoscere le emozioni evocate da un suono o da un canto, a costruire una "mappa" condivisa della memoria sonora del territorio. Si esplora l'improvvisazione poetica in rima come gioco accessibile a tutti, indipendentemente dall'esperienza musicale. Si riflette su come i luoghi — una piazza, un borgo, un prato — siano portatori di storie che aspettano solo di essere svegliate e raccontate.

Il filo che tiene insieme tutto è un'idea semplice quanto potente: condividere storie, canti e spazi trasforma la memoria in un'esperienza di apprendimento aperta a tutti.


Informazioni pratiche

Il laboratorio si svolge l'11 e 12 luglio 2026 presso il Museo Italiano dell'Immaginario Folklorico, Via Ducale 4, Piazza al Serchio (LU), dalle ore 10.00 alle 18.00 (12 luglio fino alle 13.00, poi partecipazione al Canto del Maggio nel pomeriggio).

I posti sono massimo 20, per garantire la qualità dell'esperienza. Al termine viene rilasciato un attestato di frequenza. La quota di partecipazione è di € 30, da versare dopo l'accettazione della domanda.

Per dichiarare interesse e iscriversi: tinyurl.com/dire26interesse Informazioni: info@lagiubba.org · direcantaredanzare.org


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