Duecento anni dopo, Collodi ci parla ancora
Duecento anni dopo, Collodi ci parla ancora
UDuecento anni dopo la nascita di Carlo Collodi, il suo Pinocchio continua a essere raccontato in ogni lingua e in ogni forma. Sabato 26 settembre, a Piazza al Serchio, un convegno internazionale riunisce studiosi da Italia, Portogallo, Brasile e Honduras per rileggere la fiaba collodiana tra storia, antropologia e narrazione popolare. Una giornata intera, in presenza e online, aperta a tutti: dalla mattina dedicata alle radici italiane della storia al pomeriggio che ne segue i percorsi nel mondo.

Un articolo di presentazione del convegno internazionale del 26 settembre a Piazza al Serchio, con il programma completo della giornata


1. Una storia che si racconta ancora a voce alta

Ci sono racconti che sopravvivono solo sulla pagina, e racconti che continuano a vivere perché qualcuno li dice, li canta, li recita ancora. Pinocchio appartiene a questa seconda famiglia. Duecento anni dopo la nascita di Carlo Collodi, la sua storia si legge nelle scuole ma si racconta anche a voce, nei teatri, nelle case, tra chi narra fiabe ai bambini prima di dormire. È una vicenda che ha attraversato le lingue e i continenti restando comprensibile a tutti, un po' come le ballate e i canti popolari che custodiamo in questo territorio.

Per questo motivo, insieme al Museo Italiano dell'Immaginario Folklorico, abbiamo costruito un convegno internazionale dal titolo "Favola e fiaba nell'Ottocento: il caso Collodi". Non un appuntamento riservato agli specialisti, ma una giornata aperta a chiunque ami le storie e il modo in cui vengono tramandate, di generazione in generazione.

2. L'uomo dietro il burattino

Prima di essere lo scrittore di Pinocchio, Carlo Collodi è stato giornalista, commediografo, critico musicale, polemista instancabile. Il suo percorso non passa dalle accademie ma dalle redazioni dei giornali e delle riviste satiriche che lui stesso fondava, e dall'attivismo risorgimentale che lo vede vicino agli ideali di Mazzini. Questa fedeltà a un'idea di libertà attraversa tutta la sua scrittura, anche quella più leggera.

Letto con questi occhi, Pinocchio non appare più come una cometa isolata, ma come il frutto maturo di una personalità curiosa, capace di guardare ai modelli europei senza mai perdere il contatto con la lingua viva del popolo. La sua prosa corre veloce, ironica, vicina al parlato. In Collodi la fiaba non è un semplice intrattenimento per bambini: diventa lo specchio di un'Italia postunitaria divisa tra slancio ideale e vita quotidiana, e insieme uno spazio simbolico capace di raccontare, in forma universale, le paure e i desideri di ogni epoca.

3. Il programma della giornata

Il convegno si tiene per l'intera giornata di sabato 26 settembre nella Sala Verde della Scuola dell'Infanzia di Piazza al Serchio, in Lucchesia, con la possibilità di seguirlo anche online per chi non può essere presente.

La mattina si apre alle nove con i saluti delle autorità. Alle nove e mezza comincia la prima sessione, moderata a due voci da Sonia Giusti e Floriana Ciccodicola, e si parte proprio con un intervento di Sonia Giusti dal titolo Le avventure di un bugiardo famoso, seguito da Daniela Marcheschi, che approfondisce gli aspetti e le funzioni della favola e della fiaba nell'opera di Collodi. Dopo la pausa caffè delle dieci e mezza, la parola passa a Franco Cambi, che riflette su tre categorie ancora attualissime consegnateci dalla narrativa collodiana: infanzia, scuola, cittadinanza. Segue Floriana Ciccodicola, questa volta come relatrice, con un intervento sul Gatto, la Volpe e Lucignolo nella formazione di Pinocchio, tra falsi donatori e riti di passaggio. Chiude la mattinata Gian Franco Gianotti, con un percorso tra le metamorfosi possibili e mancate del burattino e del suo doppio, l'Omino di burro.

Il pomeriggio, dalle due e mezza alle cinque, si apre a uno sguardo internazionale sotto la moderazione di Sueli de Souza Cagneti, che apre lei stessa la sessione mettendo a confronto il burattino Pinocchio e la bambola brasiliana Emilia. Seguono Alberto Borghini ed Enrichetta Dallari, con un intervento sui percorsi mitologici e linguistici del racconto, e Carla Beatrice Lomi, che ricostruisce le tracce della genesi letteraria della Fata dai capelli turchini. Da San Paolo arriva la voce di Alcione Pauli, che accosta il bambino burattino italiano e una bambina indigena in due paesaggi letterari lontani, mentre Mirna Rosibel Meza Herrera, dall'Honduras, porta Pinocchio nel cuore dell'America centrale. La giornata si chiude tra le cinque e le sei con gli interventi conclusivi, il momento in cui i fili delle diverse sessioni si riannodano.

4. Come partecipare

La partecipazione è gratuita e aperta a tutti: non serve essere studiosi o addetti ai lavori, basta la curiosità per la figura di Collodi e per il mondo della fiaba. Per iscriversi basta compilare il modulo online a questo indirizzo: tinyurl.com/collodi26. A chi si iscrive arriverà, nei giorni precedenti, anche il link per seguire i lavori in diretta online, utile per chi preferisce partecipare da casa o non può raggiungere Piazza al Serchio quel giorno.

Duecento anni dopo la sua nascita, Collodi continua a interrogarci su cosa significhi crescere, sbagliare, trovare infine la propria strada. Il 26 settembre proveremo a raccontarlo ancora una volta, a più voci.


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